KANT: ANALITICA DEI PRINCIPI

lo schematismo trascendentale 


 

La parte della Critica della ragion pura di Kant, intitolata Analitica dei principi, si apre con la trattazione dello schematismo trascendentale. Lo schematismo (o schema), prodotto della immaginazione, è una sorta di ponte (per dirla grossolanamente) che collega sensibilità e intelletto. È vero che le due forme della conoscenza, come ho già detto nelle lezioni precedenti, pullulano come due tronchi dalla stessa radice. Tuttavia non si può nascondere che sensi e intelletto sono eterogenei: i sensi ad esempio intuiscono, l’intelletto no. Ci vuole, dunque, un terzo elemento che faccia da ponte (schematismo) e colleghi tra loto le due forme della sensibilità (spazio e tempo) con le categorie dell’intelletto. E questo schema Kant l’ha individuato nel tempo.

In che modo? Nella lezione dedicata allo spazio e al tempo abbiamo detto che lo spazio è la forma del sentire esterno, mentre il tempo è la forma del sentire di tutti i fenomeni interni. Ma anche i fenomeni esterni, nel momento stesso in cui sono intuiti, diventano interni al soggetto e quindi assumono la forma della temporalità. Perciò il tempo può essere considerato come quella forma dell’intuizione che connette tutte le esperienza sensibili. Il tempo è omogeneo a tutti i fenomeni.

Ma anche le categorie dell’intelletto sono comprensibili nella dimensione temporale. Ad esempio, la sostanza è la permanenza nel tempo, la categoria causa ed effetto rimanda alla successione nel tempo, la reciprocità è la simultaneità nel tempo, ecc.
Il tempo è, dunque, il ponte che collega sensibilità ed intelletto, in quanto unica omogeneo ai due tronchi della conoscenza.

Come ha puntualizzato Giovanni Reale nella sua opera Il pensiero occidentale dalle sue origini ad oggi, ricollegandosi a Hermann Cohen (1842-1918) della scuola di Marburg, ha detto che tutto questo discorso di Kant sullo schematismo non è un’astruseria. È la condizione per comprendere lo snodo della meccanica. Ad esempio, la materia è concepita come il substrato di tutti i mutamenti, ma un mutamento non si può misurare se non in rapporto al tempo; la forza è concepita come causa di accelerazione, ma l’accelerazione è una variazione della velocità e la velocità implica l’intuizione del tempo; e così per tutta la fisica.

Lorenzo Cortesi