SARTRE: L’ESSERE E IL NULLA (QUARTA PARTE)

l’enfer, c’est les autres 


 

Quella di essere con/per gli altri  (être-pour-autrui) è una caratteristica propria dell’uomo. Nell’opera L’essere e il nulla Sartre afferma che l’essere degli altri è un dato immediato, non è inferito mediante un ragionamento. E il fenomeno che ci rivela la presenza dell’altro in maniera immediata è lo sguardo. Non nel senso che io  veda l’altro, ma piuttosto nell’impressione di sentirsi continuamente guardato dall’altro. Finché l’uomo è solo tutto il mondo e tutte le cose sono orientate a lui; l’uomo si sente al centro. Ma c’è qualcosa che non può essere completamente orientato a noi, ridotto ad un oggetto, ed è lo sguardo dell’altro, la coscienza dell’altro, il pour soi. Anzi l’altro vuole pure porsi al centro per orientare a sé la realtà. Da qui il conflitto tra le coscienze: gli sguardi più forti cercano di oggettivare gli sguardi più deboli. Ogni sguardo, ogni coscienza è un centro di totalizzazioni. Nessuna coscienza può sopportare di essere inclusa in un universo, di cui il centro sia l’altro. Per questo tra le coscienze è uno scontro continuo (vedi la dialettica servo-padrone di Hegel).

Da qui la celebre affermazione di Sartre, riportata nell’opera A porte chiuse: «l’enfer, c’est les autres». Gli altri sono l’inferno nel senso che mirano a fare di me un oggetto. La presenza degli altri mi fissa, mi paralizza, mi priva della mia esistenza.

Come uscire da questa situazione? Sarte analizza due modalità, che risultano essere, comunque, fallimentari: negare la soggettività dell’altro odiandolo o salvare la soggettività dell’altro amandolo.

  1. La negazione dell’altro può avvenire attraverso varie forme: indifferenza, odio, violenza, sadismo.
  2. La valorizzazione dell’altro si costruisce mediante l’amore, fino a quella forma di sottomissione nei confronti dell’altro da assumere la forma del masochismo.

Dall’analisi di queste forme di negazione e di valorizzazione, Sartre conclude sostenendo che l’essere con gli altri è sempre un essere contro gli altri. Perciò secondo Sartre è impossibile superare la dialettica degli sguardi.

Lorenzo Cortesi