DUHEM: LA FISICA DI UN CREDENTE

tra dogmatismo e scetticismo  


 

L’epistemologo Pierre Duhem (1861-1916) ha contestato la pretesa positivistica di costruire una scienza totalmente oggettiva. Egli si è sempre presentato come un fisico credente e ha cercato, a partire da se stesso, di conciliare fede e scienza. Nel suo libro La teoria fisica (1906) Duhem ha confessato: «Certo, io credo pienamente nelle verità rivelateci da Dio e trasmesseci dalla sua Chiesa, non ho mai nascosto la mia fede e Colui nel quale la ripongo mi salvaguarderà, lo spero nel profondo del cuore, dall’arrossirne. In questo senso è lecito affermare che la fisica da me professata è quella di un credente». Non per questo la sua fisica deve essere considerata meno scientifica.

Nell’opera Salvare i fenomeni (1908) Duhem ha analizzato, tra l’altro,  il caso Galileo ed è giunto alla conclusione che dal punto di vista metodologico Galileo era nel torto, mentre era corretta la posizione della Chiesa, che considerava la teoria copernicana una pura e semplice ipotesi. Il carattere della scienza è di tipo ipotetico-deduttivo e  lo scopo che si prefigge è quello di «salvare i fenomeni».

La critica di Duhem si è allargata fino a coinvolgere Giordano Bruno, il quale nell’opera La cena delle ceneri aveva contestato la prefazione di Osiander al Dialogo sopra i due massimi sistemi. Secondo Duhem il giudizio di Bruno è di  «una brutale grossolanità».  Le leggi della fisica hanno un valore ipotetico e convenzionale e perciò possono essere sempre corrette o radicalmente modificate.

Ma Duhem ha voluto andare oltre lo strumentalismo convenzionalista. Egli credeva in un ordine reale, di cui le leggi fisiche dovrebbero essere un’immagine di giorno in giorno sempre più chiara e più fedele. In questo senso Duhem si è mantenuto in equilibrio tra il dogmatismo e lo scetticismo. Riprendendo un pensiero di Pascal, Duhem diceva: «C’è in noi un’impotenza di dimostrare, che non può essere vinta da tutto il dogmatismo; c’è in noi un’idea della verità, che non può essere vinta da tutto il pirronismo».

Lorenzo Cortesi

[Questo articolo è parte integrante del mio libro L'inutilità di Dio. Narrazioni filosofiche e teologiche, che sarà pubblicato prossimamente presso la Casa Editrice Tau, Todi (PG)].