COLLINS E IL LIBERO PENSIERO

Ignorance is the foundation of atheism,
and freethinking the cure of it

Anthony Collins (1676-1729) discepolo e amico di John Locke, professò idee talmente ardite, per quel tempo, in campo metafisico e teologico, da dover più volte lasciare l’Inghilterra e riparare in Olanda, per non incorrere in qualche condanna.  La sua opera più importante, pubblicata anonima nel 1713, intitolata A Discourse of Freethinking, diventò il manifesto del libero pensiero e il  punto di riferimento per molti esponenti dell’Illuminismo nascente.

Ecco una tra le pagine più celebri e più belle della sua opera: «Per libero pensiero intendo l’uso dell’intelletto nello sforzarsi di trovare il significato di qualsiasi proposizione, e nel considerare la natura dell’evidenza a suo favore o contro di essa, e nel giudicarla conformemente alla forza o debolezza dell’evidenza che essa mostra. Questa definizione, io penso, non può essere contestata dai nemici del libero pensiero, in quanto non include il delitto di cui essi accusano i liberi pensatori, per renderli odiosi alla massa che non pensa […]. Se io rivendico il diritto dell’uomo a pensare liberamente nella piena accezione della mia definizione, non lo difendo solo per me stesso, che professo di pensare liberamente ogni giorno de quo libet ente (intorno a qualsivoglia ente), ma per tutti i liberi pensatori che possano esserci in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo».

Inoltre, secondo Collins, la diversità di opinioni non solo non genera confusione, ma è l’unico vero rimedio contro l’intolleranza e il fanatismo.

Definire Collins ateo o agnostico, come qualcuno ha fatto, è certamente errato. Basterebbe questa sua espressione per discolparlo da tale accusa:  «L’ignoranza è alla base dell’ateismo e la libertà di pensiero è la cura di esso» (Ignorance is the foundation of atheism, and freethinking the cure of it).
Semmai il suo scritto – come ha sostenuto Joerg Monar – andrebbe annoverato tra le opere fondamentali del deismo dei liberi pensatori del XVIII secolo.
A Collins va anche attribuito il merito di aver contribuito al sorgere delle interpretazioni storico-critiche del testo biblico.

Lorenzo Cortesi