CULLMANN: CRISTO E IL TEMPO

la profezia è il ponte che congiunge storia e mito

                                                                                                                                                                                                               Nella sua opera, Cristo e il tempo, considerata ormai un classico della teologia contemporanea, Oscar Cullmann (1902-1999) ha individuato nella profezia il ponte che, all’interno dei testi sacri della Bibbia, congiunge storia e mito. La nozione di profezia si incontra sia all’interno dei racconti mitici, sia nei resoconti cosiddetti storici. Ecco cosa scriveva Cullmann a proposito: «Anche nelle parti storiche, infatti, non ci troviamo di fronte alla storia pura e semplice, ma ad una storia profeticamente considerata».

E così «la storia della salvezza nel suo insieme è profezia. Questo fatto la colloca al di là della opposizione fra storia e mito. Ciò non significa naturalmente che non esiste più alcuna differenza fra gli avvenimenti riferiti, ad esempio, nel libro dei Re, nei Vangeli, o negli Atti degli Apostoli e quelli di cui parlano il Genesi e l’Apocalisse di Giovanni. Ma questa differenza va determinata in maniera diversa a seconda che venga considerata dall’angolo visuale della profezia, come la intendeva il cristianesimo primitivo, o della distinzione moderna fra storia e mito». In altre parole la distinzione tra quello che noi consideriamo da una parte mito e dall’altra storia in modo specifico «diviene secondaria (secondo Cullmann) dal punto di vista teologico, di fronte alla constatazione che, in ambedue i casi, si tratta, in ultima analisi, di profezia, di rivelazione, che fanno appello alla fede e non al controllo della scienza storica». E perciò «la storia intera della salvezza, nelle sue parti storiche e non storiche, forma una serie compatta di avvenimenti che si svolge progressivamente lungo il corso della stessa linea temporale [...] e questa compattezza non può, per motivi teologici, esser spezzata».
La profezia rappresenta, dunque, il punto di convergenza di storia e mito e il criterio di interpretazione delle vicende umane.

Lorenzo Cortesi

[Questo articolo è tratto dal mio libro Questioni di Storia, 2016]