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Cose di Filosofia

Argomenti vari di natura filosofica, ma non solo. A cura di Lorenzo Cortesi

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Categoria: Destra e Sinistra Hegeliana

LA CRITICA DI MARX ALLA SINISTRA HEGELIANA
interpretare il mondo o trasformarlo?

 

Durante gli anni di studio all’università di Berlino, Karl Marx era entrato in contatto con la sinistra hegeliana (i cosiddetti giovani hegeliani) e ne aveva condiviso le idee. Ma nel 1845 si allontanò da loro. Le due opere più significative in tal senso sono: La sacra famiglia e L’ideologia tedesca (opere scritte in collaborazione con Engels).
È vero che la Sinistra, distinguendosi dalla Destra (i cosiddetti vecchi hegeliani) combatteva contro la monarchia prussiana e parlava di superamento della religione. Tuttavia, secondo Marx, la Sinistra, pur facendosi passare per rivoluzionaria era fondamentalmente conservatrice. La Sinistra si limitava a combattere le idea della Destra con altrettante idee. Si trattava di una pura rivoluzione ideologica, perché a certe idee sostituivano altre idee: «Nonostante le loro frasi, che secondo loro scuotono il mondo, gli ideologi giovani hegeliani sono i più grandi conservatori». Non sono affatto dei radicali: «Esser radicale – aveva detto Marx –  vuol dire cogliere le cose alla radice», ma questi giovani si sono bloccati ad uno stato puramente ideologico, perché tengono separata la teoria dalla prassi.

Emblematica in tal senso l’undicesima Tesi su Feuerbach di Marx: «Die Philosophen haben die Welt nur verschieden interpretiert; es kömmt drauf an, sie zu verändern», cioè: «I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo; si tratta di trasformarlo».
In definitiva Marx voleva realizzare nella società quell’incontro tra la razionalità e la realtà, che Hegel aveva solo pensato.

Lorenzo Cortesi

 

DESTRA E SINISTRA HEGELIANA

tutto ciò che è reale è razionale,
tutto ciò che è razionale è reale

 

Alla morte di Georg Wilhelm Hegel (1831) i discepoli si divisero in due gruppi. Entrambi avevano la convinzione di essere fedeli continuatori del pensiero del loro maestro. Ma le strade che essi percorsero erano molto diverse e perfino opposte.  A partire dal 1837 i due schieramenti vennero indicati con il nome di destra hegeliana e sinistra. hegeliana. Questa dizione fu introdotta da David Strauss (che si dichiarava appartenente al gruppo della sinistra). In seguito i membri della destra vennero chiamati vecchi hegeliani e quelli della sinistra giovani hegeliani. Ci furono anche alcuni discepoli di Hegel, come Johann Karl Rosenkranz, che non riconoscendosi né nella destra né nella sinistra, si definivano di centro. Il dissidio tra i discepoli di destra e quelli di sinistra fu soprattutto legato alle questione politica e alla questione religiosa.

1. A livello politico la destra era conservatrice, in nome di quell’espressione hegeliana: «Tutto ciò che è reale è razionale». La rigida monarchia prussiana di Federico Guglielmo III in quanto reale in quel momento storico aveva una sua razionalità, una sua logica, una sua ragion d’essere e quindi andava salvata. Anzi, il governo prussiano era considerato la massima espressione e realizzazione dello Spirito.
La sinistra, invece, era rivoluzionaria in nome dell’altra espressione hegeliana: «Tutto ciò che è razionale è reale». (Ma, come farà notare Karl Marx, la sinistra era rivoluzionaria più nelle parole che nei fatti). Secondo la sinistra il  programma del governo prussiano, che aveva messo in atto i principi della restaurazione sanciti dal Congresso di Vienna, non rientrava nei canoni della razionalità e di conseguenza doveva essere ribaltato.

2. A livello religioso la destra sosteneva che tutto l’impianto triadico della filosofia hegeliana risentiva dell’impostazione teologica cristiana. Non si poteva, dunque, rinunciare alla religione, perché essa costituiva la chiave di interpretazione del hegelismo.
La sinistra, invece, affermava che la religione doveva essere superata, dal momento che lo stesso Hegel, all’interno della triade dello Spirito Assoluto, le aveva riservato il ruolo dell’antitesi, rispetto all’arte (tesi) e alla filosofia (sintesi).

                       Lorenzo Cortesi