GILBERTO PORRETANO E LA SPECULAZIONE METAFISICA

dalla ragione dialettica alla ragione ermeneutica 


I Commentaria in Boethii opuscula sacra sono considerati il prodotto più importante del pensiero di Gilberto Porretano, uno dei grandi attori del rinnovamento teologico del XII secolo. Insegnò per molti anni a Chartres e a Parigi, per poi diventare vescovo di Poitiers, la sua città d’origine. La fonte principale di Gilberto è stata la filosofia di Severino Boezio, il quale a sua volta aveva attinto da san’Agostino.

E. Gilson, nella sua voluminosa Storia della filosofia medioevale ha affermato: «Gilberto è con Abelardo, il più possente spirito speculativo del secolo XII, e se Abelardo lo supera sul terreno della logica, Gilberto supera di gran lunga Abelardo come metafisico. Si deve deplorare l’oscurità del suo stile, che spesso va di pari passo con quella del pensiero, ma ciò che dice merita una riflessione, poiché i problemi che pone sono sempre importanti».

Gilberto ha sostituito la ragione dialettica, con la ragione ermeneutica. La prima metteva a confronto due sentenze per misurarne la validità nella forma di un certame. La seconda invece – come ha detto M. Ozilou – si propone di «rendere conto della varietà e della differenza degli enunciati teologici entro una stessa teologia cristiana».
Ecco cosa ha scritto a questo proposito Gilberto Porretano: «Quando le proposizioni contraddittoriamente opposte, che costituiscono la questione, appaiono tutte e due vere, bisogna cercare da quali luoghi vengano le espressioni la cui ambiguità genera il dubbio».

Lorenzo Cortesi