HERDER: L’ORIGINE DEL LINGUAGGIO

egli era la primavera 


 

Nel 1770 l’Accademia delle Scienze di Berlino indisse un concorso sull’origine del linguaggio. Vi partecipò anche Johann Gottfried von Herder (1744-1803) con un Saggio sull’origine del linguaggio (Abhandlung über den Ursprung der Sprache). Secondo Herder il linguaggio non ha origine divina e tanto meno animale, ma solo e specificamente umana. Il linguaggio è ciò che più di tutto caratterizza l’uomo. L’uomo è il creatore del linguaggio. Attraverso la lingua l’uomo può entrare in contatto con il mondo degli antichi. Grazie al linguaggio ci colleghiamo con il primo e con l’ultimo uomo pensante. C’è come una catena di parole che unisce gli uomini tra di loro. Herder ha posto le basi per la moderna filosofia del linguaggio.

In questo senso, come ha detto Nietzsche, Herder pur non essendo un grande pensatore, ha avuto fiuto, è stato la primavera. Ecco cosa ha scritto Nietzsche a proposito di Herder: «Herder non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l’oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l’irrequietezza della primavera, ma egli era la primavera!»

Lorenzo Cortesi