HUMBOLDT: IL LINGUAGGIO

i segni vivi e i segni morti  


 

Wilhelm von Humboldt (1767-1835), filosofo, funzionario di stato , diplomatico e ministro dell’educazione, è stato il fondatore dell’Università di Berlino, che dal 1949 porta il suo nome (insieme a quello del fratello Alexander von Humboldt, geografo e naturalista). Wilhelm von Humboldt è noto soprattutto per aver dato un importante contributo alla filosofia del linguaggio e allo sviluppo degli studi pedagogici. I suoi sistemi educativi sono stati adottati da alcuni Paesi come gli Stati Uniti e il Giappone.

Per quanto riguarda la linguistica, Humboldt sosteneva che lo studio della lingua fosse fondamentale per conoscere la storia di un popolo. Per ogni lingua si deve tener conto delle sue specifiche strutture, che storicamente si pongono e si rinnovano in un dualismo tra la libertà dell’individuo spontaneamente creante, (perché la lingua la fanno i singoli, ma soprattutto gli ignoranti) e le regole imposte dalla società, in cui l’individuo si situa.

Tra le varie opere che hanno trattato la questione linguistica si può ricordare lo scritto pubblicato postumo: Sulla differenza della struttura linguistica dell’uomo e sulla sua influenza sullo sviluppo spirituale del genere umano (Über die Verschiedenheit des menschlichen Sprachbaues und ihren Einfluss auf die geistige Entwicklung des Menschengeschlechts).
Ogni lingua esprime e crea nello stesso tempo caratteri nazionali differenti, così che non si deve parlare di linguaggi diversi, ma visioni del mondo e maniere diverse di pensare che separano i popoli. Una lingua straniera non potrà mai vibrare come invece lo fa la propria lingua materna: «Le parole di una lingua straniera assomigliano in qualche modo a segni morti, a differenza di quelli della nostra lingua, che sono, per così dire viventi, perché si collegano a tutto ciò che respira attorno a noi».
Se conosco il linguaggio conosco un popolo, una cultura, un mondo, perchè attraverso la lingua un popolo si manifesta ed esprime i propri sentimenti. A partire dal linguaggio si può costruire la storia di un popolo.

Ogni individuo possiede una propria lingua, nella misura in cui le parole sono legate ad un luogo, dipendono da un percorso o dalla propria storia personale.

Lorenzo Cortesi