RUDOLF OTTO: IL SACRO

mysterium tremendum et fascinans 


 

Esattamente cent’anni fa il teologo protestante Rudolf Otto (1869-1937) pubblicò Il Sacro: l’irrazionale nella idea del divino e la sua relazione al razionale (Das Heilige: Über das Irrationale in der Idee des Göttlichen und sein Verhältnis zum Rationalen). Si tratta di uno dei più grandi successi della letteratura teologica tedesca del XX secolo. Il capolavoro di Otto è continuamente riedito e, attualmente, risulta tradotto in più di venti lingue. Un’opera fondamentale, che ho letto molti anni fa e che dovrei riprendere.

Otto ha introdotto il concetto di numinoso per qualificare quella sfera che sta al di là dell’etica e del razionale. Il numinoso si presenta nel duplice aspetto del mistero tremendo e fascinoso (mysterium tremendum et fascinans).
Quando parla di sacro Otto intende riferirsi non solo a Dio, ma anche a quella predisposizione innata presente in ogni uomo, grazie alla quale è possibile aspirare al divino.

Otto ha avuto una profonda influenza sulla teologia e la filosofia delle religioni, nella prima metà del XX secolo. Il teologo Paul Tillich ha riconosciuto di essere debitore ad Otto nella elaborazione della sua teologia. E così anche l’antropologo rumeno Mircea Eliade, che ha utilizzato gli concetti di Otto nella sua opera pubblicata nel 1957 e intitolata Il sacro e il profano. Allo stesso modo molti altri teologi e filosofi hanno riconosciuto l’importanza dell’opera di Otto, come ad esempio Gustav Mensching, Martin Heidegger, Leo Strauss, Hans Jonas, Hans Georg Gadamer, Max Scheler, Ernst Jünger, Clive Staples Lewis e Carl Gustav Jung, che ha ripreso il concetto di numinoso in psicologia.

Lorenzo Cortesi