RAIMONDO LULLO: INVITO AL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Il libro del pagano e dei tre savi

                                                                                                                                                                                                                                          Raimondo Lullo, filosofo francescano originario di Palma di Maiorca, morto nel 1315, definito arabicus christianus  e doctor inspiratus, ha scritto centinaia di opere in latino, in arabo e in catalano. Ecco come lo stesso Lullo nella  vecchiaia ha sintetizzato le vicende della sua vita assai movimentata: «Io sono stato un uomo sposato, padre di famiglia, in una buona posizione economica, passionale e mondano. A tutto questo ho rinunciato di mia spontanea volontà per poter onorare Dio, servire il bene comune ed esaltare la nostra santa fede. Ho imparato l’arabo, sono partito parecchie volte per evangelizzare i Saraceni. Arrestato, incatenato, flagellato per la fede, ho lavorato cinque anni per commuovere i capi della Chiesa e i principi cristiani a favore del bene comune. Adesso sono vecchio, sono povero, ma non ho cambiato idea e persevererò nella medesima, se il Signore me l’accorda, fino alla morte».

È vero che l’opera che ha reso più famoso Lullo è stata la sua Ars Magna: grazie ad uno schema logico molto articolato, egli si proponeva di dimostrare la verità della dottrina cristiana, in modo da convincere perfino i musulmani più infervorati. Ma Cartesio, a distanza di qualche secolo, con un’espressione ardita, nel celebre Discorso sul Metodo, scrisse che «l’arte di Lullo serve a parlare senza giudizio di ciò che in realtà si ignora, anziché ad apprendere verità non conosciute o a trasmettere verità note».

Meno noto, ma importante ai fini della riflessione sul dialogo interreligioso, è Il libro del pagano e dei tre savi. Si racconta che tre esponenti di tre religioni, cioè un cristiano, un ebreo e un musulmano, senza acredine, ma con tono amichevole, discutono di religione ed espongono al pagano i contenuti delle loro rispettive fedi. Alla fine il pagano è inviato a scegliere, ma nell’opera non viene espressamente rivelata la sua decisione.
Nell’esposizione Lullo riassume in maniera sistematica i principi della legge mosaica e della dottrina musulmana, dando prova di conoscere profondamente la religione ebraica e quella islamica, in un’epoca in cui non era affatto così scontato.

Lorenzo Cortesi